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Emergenza clima

La questione climatica è affare sempre più stringente. Il rapporto Ispra di quest’anno (riferito al 2021) sullo stato del clima in Italia registra un aumento  medio positivo di + 0,23 °C, anomalo rispetto alla media registrata tra il 1991 e il 2020: tutti i mesi dell’anno sono stati più caldi dei precedenti, toccando addirittura i +1,82°C a febbraio.
L'innalzamento delle temperature è andato di pari passo con la diminuzione della frequenza delle precipitazioni: -7% rispetto al trentennio precedente. Il mese più secco è stato marzo con un - 47%. Il CCD, Consecutive Dry Days, ossia l'indice con cui si calcolano il numero di giorni asciutti consecutivi, ha rilevato 139 giorni consecutivi di siccità in Sicilia. Questo stato di siccità, che si sta presentando nuovamente, ha avuto gravi conseguenze sia per l'agricoltura sia per la popolazione, tanto da far dichiarare lo stato di emergenza.
Come emerso durante la Conferenza Nazionale sul Clima, si stanno già verificando gli effetti negativi sulla salute delle persone, sull’ambiente e anche sull’economia: anche invertendo la rotta nell’immediato, continueremo purtroppo a fare le spese di questa situazione per molto tempo. Senza contare che più tardi prenderemo provvedimenti, peggio sarà.
Per poter contrastare al meglio questi effetti è necessario che tutti contribuiscano al cambiamento: dai privati cittadini alle aziende, fin'anche (e soprattutto) allo Stato che è chiamato a legiferare strategicamente in tal senso, puntando sulle rinnovabili ricavate da sole e vento e creando una rete di incentivi per chi agisce in modo virtuoso.